Attribuito a un pittore caravaggesco del XVII secolo, l'opera "Cupido e Psiche" è un dipinto realizzato ad olio su tela, con dimensioni di 107x143 cm. La rappresentazione iconografica si fa parte dell'ampio repertorio mitologico che caratterizza l'arte di questo periodo.
Esteticamente, il dipinto si distingue per l'uso drammatico della luce e dell'ombra, una particolare attenzione ai dettagli espressivi dei volti e delle pose, nonché per l'accentuata emotività dei personaggi. L'opera riflette l'influenza di modelli classicisti e caravaggeschi, integrando elementi di eleganza formale con una narrazione vivace.
Il dipinto presenta una nota di provenienza da collezione privata ed è stato segnalato nel catalogo della mostra curata da Filippo Todini nel 1979, che lo attribuiva a Rutilio Manetti, artista di notevole rilievo nella scena artistica toscana del Seicento. Inizialmente associato a Gherardo delle Notti, l'opera è rimasta inedita fino alla sua recente riscoperta.
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