L'opera, attribuita a un artista napoletano del XVII secolo, rappresenta il tema biblico di Giuseppe e la moglie di Putifarre. Realizzata in olio su tela, misura 145 x 198 cm ed è priva di cornice.
La scena dipinta cattura un momento di forte tensione drammatica, in cui Giuseppe si ritrae mentre respinge le avances della moglie di Putifarre. Il gesto del giovane servitore, rapido e ascensionale, simboleggia la virtù opposta al peccato, mentre la figura femminile è rappresentata con accentuata sensualità, enfatizzata da un gioco di luci che esalta la morbidezza del volto e dei panneggi.
Dal punto di vista stilistico, l'opera si inserisce nel naturalismo caravaggesco con influenze classiciste tipiche della pittura napoletana del Seicento. L'impianto compositivo è saldo, e la resa degli incarnati è levigata, richiamando la produzione di Andrea Vaccaro. Tuttavia, l'intensa partecipazione emotiva e l'enfasi sulla figura femminile sono tratti che evocano la sensibilità di Artemisia Gentileschi.
Il dipinto si presenta in buone condizioni conservative, con riscontri di reintelatura e alcuni minimi ritocchi. Sono ancora evidenti i colori brillanti, nonostante un accumulo di sporco e ossidazione naturale. Questa opera rappresenta un significativo esempio della cultura pittorica napoletana, capace di unire intensità narrativa e raffinatezza esecutiva.
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