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Zoran Music, Galerie Nationale du Grand Palais,1965, Parigi, ill. (...) Fra il ‘46 e il ‘ 55 prendono forma molti dei temi centrali della pittura di Music. Vicino ai ritratti nascono i motivi dalmati, le nasse, i traghetti, i paesaggi umbri e senesi. Si evidenziano in modo inconfondibile i caratteri espressivi mai in seguito ricusati nella loro sostanziale identità. E anzitutto una sorta di aristocrazia dei sentimenti in parte connaturale all’uomo, in parte acquisita attraverso esperienze di vita e di cultura. Il contatto e la visione della violenza e delle barbarie certo hanno concorso a radicare in Music il vagheggiamento di una condizione umana fondata sui valori di alta spiritualità, da considerare sacri e inalienabili. Memoria, predilezioni e scelte di grande raffinatezza si risolvono in una decantazione e in una purificazione di contenuti, specchiate puntualmente nel tono espressivo delle opere. Certo ha ragione Mazzariol quando scrive di Music come uno dei pittori “ più segreti, più difficili e più alti del nostro tempo”. Non c’è dubbio infatti che la sua poesia sia quanto di più antiretorico e di meno spettacolare si possa immaginare. Inutile attendersi facili emozioni da un artista di così gelosa intimità, estraneo a ogni scoperta effusione, che parla sommessamente, senza mai alzare la voce. (...) Pier Carlo Santini Arte in Italia 1935-1955 edizione Edifir Firenze 1992