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<p>Opera dalle complesse sorti editoriali e giudiziarie, di assoluta rarità. La prima edizione fu stampata in soli 320 esemplari in contemporanea da una tipografia romana e da una lucchese nel 1717, priva del frontespizio e incompiuta. Le due versioni si distinguono per il numero di pagine (rispettivamente CCCXX e CCCXXII e per il capolettera della prima carta, inciso in rame il primo e in legno il secondo). Con questo suo vocabolario, interrotto alla voce «Ragguardare», il Gigli intendeva dimostrare la superiorità del dialetto senese su quello fiorentino, in aperta polemica anti-cruscante, «attraverso le forme trecentesche documentate nelle prose di santa Caterina e a suo avviso ingiustamente escluse dal Vocabolario della Crusca». Alla comparsa dell'opera nel 1717 la polemica si accese a tal punto che venne proibita e le copie sequestrate e poi bruciate al suono della campana di Palazzo Vecchio, mentre il Gigli fu radiato dalla Crusca ed espulso dalla Toscana e da Roma; «solo pochissimi esemplari scamparono alla distruzione, perché sostituiti nella pila incendiata con altri di pari spessore e sono oggi ricercatissimi» (<span style="font-variant: small-caps;">Trifone-Pellegrini</span> 2014, 15-20).</p>