Firenze, Filippo Giunta, 1522. In formato 8°. Questa celebre edizione giuntina si distingue per la ripresa dell'impostazione della precedente edizione del 1513, mantenendo il commento di Fra Giocondo e il testo di Sesto Giulio Fiorentino; la forma della pagina è stata tuttavia rinnovata e gli errori corretti.
L'opera presenta una marcata eleganza tipografica, con una ricca presenza di 139 tavole incise in legno, sebbene si possano notare alcuni aloni e fioriture dovuti all'età. La legatura è in pergamena risalente al XX secolo, con tasselli in pelle applicati sul dorso.
Tra gli elementi di interesse, si segnala la marca tipografica sia al frontespizio che in fine volume. La qualità delle incisioni e l'accuratezza del testo evidenziano il significativo apporto di Giovanni Giocondo di Verona.