Il lotto comprende un gruppo di tre vesetti in argento attribuibili a Vincenzo Caruso, databili a Napoli nel periodo 1826-1832. La composizione è costituita da due piccoli vasi di forma a tripode e da un cestello decorato con manico mobile. Il complesso presenta un peso complessivo di 290 g. I due vasi hanno altezza di 8,5 cm e dimensioni di 6 x 6 cm (altezza x larghezza x profondità), presentando una struttura tripode poggiante su tre piedi a profilo felino, con teste di fauno. Ogni vaso risulta punzonato con marchio dell’argentiere e con una testa coronata non identificata. Il terzo elemento, il cestello, misura 7,5 x 10 x 9 cm (altezza x larghezza x profondità) ed è realizzato con decorazione a forme geometriche e manico mobile.
Dal punto di vista della marcatura, il cestello reca punzonature riferite all’uso della corporazione degli orefici di Napoli per l’argento al titolo di 833/1000 (corrispondente a 10 once) nel range 1825-1832. Risulta indicato il saggiatore Paolo De Blasio e la qualifica di maestro argentiere Caruso Vincenzo, con riferimento a patentato nel 1826. L’insieme manifesta un repertorio ornamentale di impronta neoclassica, con resa scultorea dei sostegni nei vasi e una decorazione geometrica nel cestello. La superficie presenta le consuete usure coerenti con l’uso nel tempo. Il lotto è segnalato in buono stato di conservazione.
Stato di conservazione: **** buono, con normali usure e difetti commisurati all’epoca e all’utilizzo. Non sono riportate ulteriori indicazioni su firma o altre evidenze oltre alle punzonature descritte.