Pubblicato a Firenze nel 1587 da Filippo e Jacopo Giunti, questo volume rappresenta la prima edizione in volgare della celebre opera di Polidoro Vergilio, 'De gli inventori delle cose'. La pubblicazione si articola in otto libri e si distingue come un'importante enciclopedia dedicata all'inventiva umana, originariamente pubblicata nel 1499.
Il volume presenta una marca tipografica al frontespizio e decorazioni in legno inciso nel testo, caratterizzandosi per il suo valore storico e culturale. In appendice, è presente una 'tavola di tutte le cose più notabili', suggerendo l'ampiezza delle materie trattate. Il testo è arricchito da capilettera e fregi, e la legatura del XIX secolo in mezza pelle, con dorso liscio decorato in oro, conferisce ulteriore pregio all'opera.
Lo stato di conservazione presenta fori di tarlo e lacune, ma non compromette la fruibilità dell'opera. Citato anche da Gamba nel suo catalogo, questo volume è considerato una risorsa utile per approfondire le voci delle varie materie discorsevi.