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di confronto E. Neri Lusanna, Ventura di Moro: un riesame della cerchia del Pesello, in "Paragone", XLI, 485, 1990, pp. 3-20. Il dipinto qui presentato è da attribuire a Ventura di Moro, il quale aveva bottega in Corso degli Adimari a Firenze, città in cui è ampiamente documentato nel XV secolo: iscritto nel 1416 e immatricolato nel 1419 all’Arte dei Medici e degli Speziali, è ancora ricordato come pittore di stendardi nel 1469. La sua personalità artistica è stata ricostruita grazie alla firma apposta su una preziosa Madonna con Bambino conservata alla Pinacoteca di Siena e al documento che attesta la sua partecipazione alla campagna di affreschi per la facciata del Palazzo della Compagnia del Bigallo a Firenze nel 1446, affianco ai fratelli Giunta e Rossello di Jacopo Franchi. La sua formazione avvenne nel corso degli anni dieci e i suoi esordi nei primissimi anni venti del Quattrocento a Firenze e proseguì ben oltre la metà del XV secolo. Ad uno sguardo superficiale, le sue opere sembrano esclusivamente caratterizzate da un preziosismo arcaizzante e da una solida monumentalità di matrice trecentesca. In realtà, se le si osservano con attenzione, la “conduzione pittorica a pennellate liquide, impregnate di luce e la resa delle epidermidi in chiaro, ma emulsionate con sostanze ombrose, richiama Masolino e specialmente si accosta all’ambito di Paolo Uccello” (Neri Lusanna 1990, pp. 3-20).