Venere Callipigia. Dal modello archeologico, bronzo patinato nero, XVIII-XIX secolo. La scultura riprende il celebre soggetto classico della figura femminile nell’atto di scoprirsi e osservare la regione delle anche e delle natiche, tradizionalmente associato al significato del termine greco “callipigia”. Le dimensioni dell’esemplare sono pari a cm 32 x 10 x 9.
L’opera presenta una resa plastica coerente con la tradizione delle copie e repliche ispirate all’antico. La superficie è caratterizzata da una patina di colore scuro, descritta come nera e trasparente, con leggere tracce di consunzione. La fattura complessiva risulta curata, con modellato e dettagli anatomici impostati secondo un gusto classicista.
Dal punto di vista tecnico, il lotto riferisce un manufatto di fusione, attribuito a una fonderia italiana non meglio definita, con possibilità di origine romana. La descrizione indica assenza di marchi di fonderia. Sul piano storico, il modello è ricondotto a una copia di ambito romano, collegata a un originale greco, e la tradizione di riferimento è inquadrata tra XVI e XIX secolo con successivi passaggi collezionistici e museali. In questa sede, l’esemplare risulta in stato NONATTIVO.