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<p>I OPERA: Rara edizione originale di quest'opera che riflette su pregi e difetti della meridionalità italiana, soffermandosi sulla situazione artistica napoletana, che prende le mosse dalla conferenza tenuta da Boccioni il 16 gennaio 1916, nella quale furono coinvolti un ampio numero di artisti napoletani non direttamente legati al futurismo. Tra questi, il paesaggista Giuseppe Casciaro che fece stampare e diffondere assieme a Francesco Cangiullo una cartolina di invito a leggere il manifesto pubblicato su <em>Vela latina</em>. Con due splendide parolibere di Marinetti e Cangiullo al <em>verso. </em> II OPERA: Prima edizione di questo fondamentale trattato sulla pittura futurista, lo scritto più importante di Boccioni, corredato da un imponente apparato iconografico (qui in gran parte assente) e impreziosito dalla dedica autografa dell'Autore. Cfr. <span style="font-variant: small-caps;">Cammarota </span>40.1; <span style="font-variant: small-caps;">Salaris </span>23b. III OPERA: <span style="font-variant: small-caps;">Echaurren Pablo</span>, <em>Futurismo. Collaudo 1909-2009 (catalogo di vendita)</em>. Milano: Libreria Antiquaria Pontremoli, 2009, 12: «Seconda edizione, firmata dal quintetto definitivo dei pittori futuristi (Boccioni, Carrà, Russolo, Balla e Severini). Il manifesto si conclude a p. [3], mentre in ultima pagina compare l'organigramma della Direzione del Movimento Futurista, suddiviso nelle sezioni di Poesia, Pittura, Musica, Scultura, Azione Femminile, Arte dei Rumori». La reale data di pubblicazione non è l’11 aprile del 1910 ma la fine del 1911 o l’inizio del 1912, come risulta evidente dall’indirizzo della sede del Movimento Futurista, spostatosi da Via Senato 2 a Corso Venezia 61.</p>