Rara raccolta di brevi storie, detti e frasi di Valerio Massimo, composti nel 1726. L'opera, pubblicata a Leida da Samuelem Luchtmans, è presentata in due tomi, formato in quarto, e si caratterizza per un'elegante antiporta allegorica figurata e un frontespizio stampato in inchiostro rosso e nero.
Il testo è disposto su due colonne, con leggera brunitura e fioriture sparse. Risulta evidente la presenza di alcune macchie, mentre la legatura originale in vitello marrone è dotata di un dorso a sei nervi, con tassello figurato nel comparto e fregi floreali impressi in oro. I tagli sono rossi e si segnalano piccoli fori di tarlo. L'opera riporta ex libris incollati al frontespizio.
I contenuti di Valerio Massimo, tributo a Tiberio Cesare, sono arricchiti da aneddoti sulla vita degli antichi greci, sulla filosofia e sui re famosi. La critica contemporanea sottolinea che l'autore ha attinto a opere di storici come Cicerone, Livio e Sallustio, più che generare contenuti originali.