Pubblicata a Venezia nel 1485 da Andreas de Bonetis, l'opera 'Arbor vitae crucifixae Jesu Christi' di Ubertinus de Casali rappresenta la prima edizione del suo lavoro più significativo. Riconosciuto come un esponente di spicco del rigoroso movimento degli Spirituali Francescani, l'autore discute la difesa della povertà di Cristo, criticando l'interpretazione probabilmente più permissiva della Regola di San Francesco, inclusa quella adottata da alcuni papi.
L'opera è presentata in formato in-2°, caratterizzata da testo in gotico disposto su due colonne, con spazio per le iniziali decorate e marginali fioriture. Si segnala che la prima e l'ultima pagina bianca e la penultima carta con la Tabula Capitulorum e il registro mancano, sebbene siano state integrate con un facsimile. La legatura, di epoca moderna, è stata rifatta mantenendo i piatti lignei originali.
L'influenza di Ubertino si estende oltre il suo tempo, trovando citazioni nella Commedia di Dante e nel romanzo 'Il nome della rosa' di Umberto Eco. Ogni aspetto dell'opera, compresa la sua rilegatura moderna, e le sue carenze testimoniano l'importanza storica e culturale che essa riveste nel contesto della letteratura francescana.