Attribuibile all’area turca, l’oggetto presenta una canna da fuoco a profilo ottagonale realizzata in damasco, con superficie rigata. La datazione è ascrivibile alla fine del XVIII secolo e all’inizio del XIX secolo. La lunghezza complessiva è di 95 cm. La parte interna è descritta come dotata di un’anima poligonale configurata a eptagono, elemento che caratterizza la concezione balistica dell’arma in base alla descrizione fornita.
Alla volata è presente un piccolo mirino in ottone, con profilo della bocca leggermente strombato. In culatta, la mira è completata da una spessa tacca di mira. Sul dorso è riportato un cartiglio recante un’iscrizione in caratteri arabi, indicata come “rimessa in o”, secondo quanto riportato nella scheda originale. La combinazione di damasco rigato, anima eptagonale e sistemi di mira in metallo suggerisce una realizzazione orientata a prestazioni e leggibilità del punto di mira.
Per lo stato di conservazione, è riportato “VENDUTO”. La descrizione non include ulteriori dettagli su firma, punzoni, numerazioni o provenienze; tali elementi non risultano specificati nelle informazioni disponibili. L’osservazione delle superfici in relazione alla decorazione in damasco e delle parti metalliche di mira risulta pertanto basata unicamente sulle caratteristiche testuali fornite.