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<p>Opera inedita, che sopravvive soltanto nella tradizione manoscritta; se ne conoscono una copia conservata a Philadelphia nella Biblioteca della University of Pennsylvania, il ms. Codex 377 (stimato fra il 1650 e il 1799), e una copia di presentazione in coloritura ad Harvard alla Houghton Library, il MS Typ 255, datata 1728 nel frontespizio e con le figure delineate da Raimondo Di Sangro. Dal confronto che abbiamo effettuato le tre copie appaiono sostanzialmente identiche, tranne che per le figure. Il nostro esemplare e quello conservato a Philadelphia sono inoltre vergati dalla medesima mano, forse dell'Autore stesso. Del Quartaroni (1651-1736) sappiamo che nacque a Messina nel 1651 e che in seguito alla chiusura dell'Università nella sua città natale si trasferì a Roma dove fu Lettore nella Sapienza. «A sua detta, insegnava "non solo la geometria, ottica, astronomia, fortificationi, algebra e qualsivoglia parte di matematica, ma anche il nuovo metodo logistico ritrovato dal Padre Francesco Gottignes". Proprio Gilles-François de Gottignies, lettore di matematiche al Collegio romano, lo avrebbe inoltre sostenuto come insegnante privato delle dette scienze presso le famiglie patrizie. A fine carriera Quartaroni poteva vantare discepoli tra la prima nobiltà italiana ed europea, come [...] il principe Raimondo di Sangro» (DBI, <em>ad vocem</em>). </p>