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1722
Attribuite a Torquato Tasso e ad Antonio Ongaro padovano, le opere “L’Aminta” e “L’Alceo” sono presentate nel lotto con indicazione di datazione, formato e caratteristiche editoriali. “L’Aminta favola boschereccia” risulta stampata a Padova nel 1722 (in 8°), con marca dello scavatore di anticaglie al frontespizio e stemma editoriale dei Volpi al colophon; sono presenti iniziali e finalini xilografici. Il volume risulta esemplare in barbe e con legatura coeva in vitello spugnato, decorazioni in oro ai piatti e al dorso, corredato dal relativo titolo.
Per “L’Alceo favola pescatoria” è indicata un’edizione Padova-Comino, 1722? (secondo la scheda complessiva) e successiva stampa: “Padova, ex Typographia Seminarii, 1765” (in 4°). È descritta un’antiporta calcografica disegnata da Pietro Antonio Novelli e incisa da Antonio Baratti, con vignetta raffigurante il ritratto calcografico del doge Foscarini (a c. A1r); figurano iniziali e vignette calcografiche. La legatura è coeva in cartone spugnato.
Dal punto di vista dello stato di conservazione, il lotto risulta “venduto”. Le note bibliografiche e di apparato riportano: “Allacci, Drammaturgia” (col. 51) e riferimenti a “Salvioli, Bibliografia universale del teatro drammatico italiano” (v. 1, col. 193-194) e “Gamba 804”. Sono presenti indicazioni di firma/titoli e di apparati grafici (xilografie e calcografie) secondo le descrizioni originali di frontespizio, colophon e antiporta.
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