Turibolo italiano in argento, attribuibile alla produzione di Torino (?) e databile al XVIII secolo. Presenta altezza di 25 cm, larghezza e profondità di 14 cm, con peso di circa 620 g. L’oggetto è integralmente eseguito con lavorazioni a sbalzo, cesello e traforo, evidenziando una decorazione a pieno campo. La base circolare è impostata con un decoro fogliato, mentre il corpo cilindrico risulta delimitato superiormente da una fascia ornamentale composta da dobloni alternati a rosette; la parte inferiore reca motivi a foglie d’acqua. Il coperchio è gradinato e decorato con festoni di ghirlande, con cimatura realizzata a pasta vitrea.
La resa ornamentale, di impianto barocco-rituale, alterna elementi vegetali e simbolici (rosette e dobloni), creando una lettura ritmica delle superfici. Il traforo contribuisce a un effetto di leggerezza visiva, mentre la combinazione di sbalzo e cesello definisce volumi e profondità dei motivi.
Sul manufatto è presente punzonatura con un marchio scarsamente leggibile, identificabile forse in relazione ai marchi in uso a Torino nel XVIII secolo. Secondo la documentazione di lotto, il pezzo proviene dalla Collezione del Conte Luigi Rigi Luperti e viene citato in bibliografia in Augusto Bargoni, "Maestri orafi e argentieri in Piemonte dal XVII al XIX secolo". Lo stato di conservazione è indicato come buono, con normali usure e difetti commisurati all’uso nel tempo.
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Provenienza
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti.
Bibliografia
Augusto Bargoni "Maestri orafi e argentieri in Piemonte dal XVII al XIX secolo".