L'opera è attribuita al popolo Tellem e rappresenta una figura androgina, scolpita in legno duro e rivestita con un impasto di sostanze sacrificali, conferendo alla superficie un colore scuro distintivo.
La figura sembra evocare la rappresentazione di un Nommo, esseri divini ritenuti dai Dogon i capostipiti dell'umanità, caratterizzati da una biculturalità sessuale. Tale simbologia sottolinea il ruolo centrale di questi spiriti delle acque nella mitologia Dogon.
L'opera proviene da una antica collezione Han Coray, con diverse registrazioni di provenienza, ed è presentata in condizioni di conservazione adeguate. È importante notare che il lotto è depositato presso una sede esterna della casa d'aste Finarte in Svizzera, il che può comportare costi relativi all'importazione doganale per eventuali acquirenti.
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Provenienza
Antica collezione Han Coray (inv. HC 3) (*) Vita di Han Coray a pagina 48;<br>Galleria Peter Kohler, Ascona (1961);<br>Collezione Walter Schwab, Berna (inv. WS 25);
Bibliografia
MORIGI PAOLO, Meisterwerke altafrikanischer Kultur aus der Sammlung Casa Coray, Agnuzzo-Lugano 1968, tav. 1 (Tellem di 40 cm) (20);