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<p>Opera interamente dedicata a una delle realtà più significative del monachesimo italiano, la <em>Storia della Badia di Nonantola </em>del Tiraboschi è nel contempo uno degli esiti più felici dell'interesse settecentesco per le antiche istituzioni monastiche e sul piano più propriamente editoriale il risultato della volontà degli Estensi di glorificare il proprio mecenatismo: cospicuo fu infatti il contributo finanziario all'opera del vescovo ed abate commendatario di Nonantola Francesco Maria d'Este. L'opera si pregia di bellissime illustrazioni incise da Carlo Antonini, ai frontespizi e nel testo, poste a mo' di testatine e di finalini: fra queste 16 vedute di città o monasteri dell'Emilia Romagna come Bologna, Camurana, Castelvetro, Crevalcore, Fanano, Modena (3 vedute), Monastero di Fonte Avellana a Serra sant'Abbondio (2 vedute), Nonontola (4 vedute), Reggio, Sestola. Inoltre in fine del primo volume vi è la <em>Carta corografica della Diocesi della Augusta Badia di Nonantola </em>disegnata da Giovanni Pitteri e incisa da Zuliani (Giuliano o Gianantonio).</p>