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di confronto A. Gonzales Palacios, Il Tempio del Gusto, Milano 1984, p. 39, figg. 26-27. Questo stipo si inserisce a pieno titolo nell’ambito della preziosa produzione fiorentina della Galleria dei Lavori delle Botteghe Granducali create dal Granduca Ferdinando I nel 1588. I soggetti naturalistici degli uccelli e delle piante che decorano le numerose formelle, tipiche del mosaico fiorentino, traevano ispirazione soprattutto dall’opera del pittore Jacopo Ligozzi, che a partire dall’inizio del XVII secolo iniziò a fornire modelli per i lavori di corte. Da allora per oltre un secolo il marmo nero del Belgio costituì l suporto ideale per il lavoro di intarsio degli abili artigiani fiorentini, capaci di rendere increibili effeti nauralistici attraverso l’utilizzo e l’accostamento delle più svariatei pietre dure e tenere. Lo stipo che qui presentiamo conferma la sua origine fiorentina anche grazie alla forma e alla distribuzione delle placche nell’impianto decorativo, poste simmetricamente su due colonne ai lati del grande sportello centrale, come ad esempio in due esemplari pubblicati da Alvar Gonzales Palacios nel 1984.