

1365
<p>Prima edizione di uno dei più importanti libri figurati del Settecento siciliano, scritto da Quingles e Aglioti, celati nel titolo sotto i nomi accademici de Il Naufragante e de l’Ardito. Dopo il ritrovamento di due antiche mazze nel 1733 «sulle quali vi era incisa un’invocazione alla Vergine con una menzione della lettera scritta da Maria ai Messinesi» divampò una accesa controversia sulla veridicità dei manufatti che spinse il Senato di Messina a incaricare l'Accademia dei Pericolanti del loro studio. «I pareri si divisero; così Quingles pensava che si trattasse di due insegne di magistrati [...]; gli altri, con in testa l'Aglioti, ritenevano che si trattasse di mazze da guerra. L'Aglioti poi, più di tutti, si ingegna a dimostrare l’autenticità della lettera inviata ai messinesi» (<span style="font-variant: small-caps;">Moncada lo Giudice</span> 1840). L'opera è impreziosita da splendide tavole, la maggior parte illustranti l'incisione delle mazze, stemmi, medaglie, corone, armature e iscrizioni, inclusa una grande tavola a doppia pagina e ripiegata che riproduce per intero i due reperti (mm 740x540); tra queste vi è anche una splendida veduta a volo d’uccello della città di Messina incisa in rame da Gaetano e una «suggestiva tavola che ricopia disegno del 1522 che mostra Messina attaccata dalla peste ed in alto la Vergine che invoca il Figlio per proteggere la città» (<span style="font-variant: small-caps;">Moncada</span>, cit). <span style="font-variant: small-caps;">Cicognara </span>3346; <span style="font-variant: small-caps;">Mira </span>II, 258-259; <span style="font-variant: small-caps;">Parenti </span>194-195.</p>