Questo spadino da ufficiale, attribuito ai corpi svizzeri nell'ambito del Regno delle Due Sicilie, presenta una lama dritta caratterizzata da una costolatura centrale e da un'inedita sgusciatura al forte. Il fornimento in bronzo dorato, probabilmente dorato al mercurio, si distingue per la pelta adornata con un giglio borbonico coronato, che si colloca tra la Trinacria e il cavallino rampante di Napoli. La guardia, tempestata con una testa di leone, conferisce all'arma un aspetto distintivo.
La cappetta è completata da un bottoncino cilindrico, mentre il fodero, presumibilmente di cuoio antico, presenta un leggero lasco e fornimenti in metallo dorato. Confrontando il presente esemplare con l'illustrazione fornita nel volume di Calamandrei 'Storia dell'Arma Bianca Italiana' (ed. Olimpia, 1999, pag. 481), emerge che l'arma qui proposta vanta un'impugnatura in madreperla, a differenza di un esemplare analogo nel libro, contraddistinto invece da impugnatura in corno o ebano. Tale particolare distingue ulteriormente questo spadino nel contesto delle collezioni di militaria.