Spada da senatore d'epoca Vittorio Emanuele II, esemplare del Regno di Sardegna, con lunghezza di 103 cm. La lama, diritta e a frantopino, è caratterizzata da due fili e si allarga al forte, presentando una scanalatura centrale contenente un'iscrizione parzialmente illeggibile attribuita a "TOMASO AIALA DI TOLEDO".
La coccia a tazza, interamente realizzata in argento, è ornata da fregi avvitati, con la Trinacria sul lato di terza e la scritta "Senato di Catania". Sul lato opposto si trova lo scudo sabaudo, sormontato da una corona e circondato da bandiere. Il bordo superiore presenta un elaborato giro di piccoli gigli. Gli elementi dell'elso, diritti e terminanti in germogli, e il ramo di guardia, concluso da una testa di mostro, esprimono un elevato livello di artigianato.
La spada è completata da un pomo (presumibilmente sostituito) a forma di germoglio e un'impugnatura sfaccettata in argento. Sono presenti vari punzoni che attestano la qualità esecutiva dell'opera. In aggiunta, un esemplare simile può essere consultato nel volume "Storia dell'arma bianca italiana" di Cesare Calamandrei, Firenze, 1999, pagg. 376-377.