Sebastiano Ricci (Belluno, 1659 - Venezia, 1734), Cupido allontana un satiro da Venere dormiente, dipinto eseguito a olio su tela. L’opera, datata al XVIII secolo, presenta un formato verticale con dimensioni complessive di cm. 113 x 170. Il supporto è costituito da tela, con stesure pittoriche coerenti con la tecnica a olio impiegata per composizioni di impianto narrativo e figure in posa ravvicinata.
La scena raffigura Cupido nell’atto di allontanare un satiro mentre Venere, dormiente, resta al centro dell’attenzione compositiva. Le figure sono impostate secondo una dinamica di relazione tra i personaggi, con gesti e atteggiamenti funzionali a descrivere l’episodio mitologico. Il soggetto, di matrice classica, si inserisce nel repertorio iconografico legato a Venere e alle figure di contesto dell’immaginario pagano, con particolare attenzione all’effetto di movimento e alla contrapposizione tra quiete e interruzione dell’incanto.
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