Attribuito alla Scuola nord-italiana, fine XVI – inizi XVII secolo, il dipinto raffigura un nobiluomo in posa seduta, ritratto a figura quasi intera secondo modelli riconducibili alla ritrattistica ufficiale dell’Italia settentrionale. L’opera è realizzata a olio su tela e misura 135 x 103 cm, presentata entro cornice.
La composizione si fonda su un’impostazione frontale e su una postura stabile dell’effigiato, valorizzata da un ampio tendaggio sullo sfondo. La tavolozza, dominata da bruni, neri e tonalità terrose, contribuisce a un impianto cromatico sobrio e coerente. La resa dei tessuti evidenzia una costruzione materica e concreta, in particolare nella severa veste scura con ampio collo di pelliccia e nella candida gorgiera pieghettata, resa con attenzione alle pieghe e ai passaggi chiaroscurali.
Il volto è trattato con penetrante attenzione fisionomica: barba, incarnato e sguardo sono descritti con precisione, conferendo al soggetto una forte presenza psicologica. Complessivamente, l’opera si colloca nel contesto della ritrattistica nord-italiana tra fine Cinquecento e primi decenni del Seicento, in equilibrio tra carattere rappresentativo e più diretta osservazione naturalistica del modello.