Attribuibile alla Scuola genovese della seconda metà del XVII secolo, questo studio architettonico è realizzato con tecnica mista, includendo matita rossa, acquerello rosso e bruno, con tracce a matita nera su carta controfondata. Le dimensioni dell'opera sono 200 x 253 mm, rappresentando un significativo esempio di disegno accademico dell'epoca.
Esteticamente, l'opera si distingue per la sua composizione equilibrata e il dettaglio architettonico riccamente elaborato, arricchito dalla presenza di putti, che conferiscono vivacità alla scena. La finezza delle linee e l'uso sapiente dei colori sono attestazioni della maestria tecnica del periodo.
L'opera presenta iscrizioni a penna in basso a sinistra, tra cui il nome 'G. Baratta', e la dicitura 'N. 5. Collezione Santo Varni' (Lugt 3531). A destra, è presente un'altra iscrizione a matita con il numero '553'. La provenienza include la collezione Santo Varni e una collezione privata, conferendo un'ulteriore valenza storica all'oggetto.