Questo dipinto, attribuito alla Scuola genovese del XVII secolo, rappresenta il mito di Ercole e Onfale, civiltà immortalata da Apollodoro nella sua 'Biblioteca' (2.6,3). Realizzato in olio su tela, presenta dimensioni di cm 134 x 110.
Caratterizzato da una peculiare iconografia, l'opera ritrae uno scambio di attributi tra i due protagonisti: Onfale esercita il potere reggendo la clava di Ercole, mentre quest'ultimo è impegnato a manovrare un fuso. La presenza di Cupido, che sostiene la conocchia per la filatura, accresce il tema dell'amore e della perdita delle virtù umane nel contesto barocco, dove questa narrativa si associa a una riflessione su passioni umane.
Il dipinto è ben mantenuto, rintelato e con la pellicola pittorica aderente al supporto. Sebbene siano visibili alcuni lievi ritocchi, in particolare sugli incarnati, il colore ha preservato gli spessori originali e l'opera risulta complessivamente in buone condizioni.