Le opere rappresentano due sculture in alabastro, raffiguranti le divinità classiche Venere vincitrice e Venere pudica, databili alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX secolo. Ciascuna scultura raggiunge un'altezza di 48 centimetri, esemplificando una raffinata abilità artigianale tipica dell'epoca.
Esteticamente, le sculture manifestano un intricato lavoro di dettagli e una scelta cromatica che evidenzia la bellezza dei soggetti. La resa delle forme e delle espressioni trasmette un forte senso di eleganza e delicatezza, tipico dello stile scultoreo di questo periodo, influenzato dai canoni neoclassici.
Le opere presentano lievi difetti e restauri, segni del loro lungo percorso temporale, ma risultano complessivamente in buone condizioni. Non sono presenti firme o timbri identificativi, mentre l'origine delle sculture rimane sconosciuta, contribuendo al loro fascino intrinseco.