L'opera presenta una scultura in bronzo dorato che rappresenta Ekādaśamukha-Avalokiteśvara in forma Ashtabhujā, risalente alla Cina nel XX secolo. La figura, alta 29 cm, è sapientemente assisa su una base a doppio fiore di loto, simbolo di purezza e illuminazione.
L'arte cinese, soprattutto quella buddista, mostra grande attenzione ai dettagli e alla simbologia, ed in questa scultura tali elementi sono ben evidenti. Le otto braccia dell'Avalokiteśvara simboleggiano la capacità di assistere i devoti in molteplici modi. Le pietre dure incastonate nella scultura arricchiscono ulteriormente l'estetica, conferendo un carattere prezioso all'opera.
Lo stato di conservazione di questa scultura è buono, con il bronzo dorato che mantiene la sua lucentezza. Pur essendo invenduto, il pezzo rappresenta un eccellente esempio della tradizione scultorea asiatica moderna e culturale.