Sciabola appartenente al tipo Ussari, risalente al Granducato di Toscana, con una lunghezza di 100.5 cm. La lama presenta una curvatura accentuata ed un singolo filo, accompagnata da un breve controfilo. Il dorso è caratterizzato da una forma a bacchetta e incisa al forte con motivi decorativi a racemi e trofei, oltre alle cifre 'L II', riferibili a Leopoldo II di Toscana.
Alla base della lama, è visibile la firma di una manifattura di Vienna e punzoni 'A C' e '7'. Il fornimento è di ferro, con una guardia a vela adornata da trafori a racemi. La cappetta è di lunghezza notevole e presenta una marcatura '13' sul dorso, mentre l'impugnatura è rivestita in pelle di pesce, sebbene presenti piccole mancanze, e avvolta in filo metallico.
L'arma è stata pubblicata nell'opera 'Storia dell'arma bianca italiana' di Cesare Calamandrei, edita a Firenze nel 1999, a pagina 429, nella quale è illustrata con fotografia. Lo stato di conservazione è conforme alla sua età, e conservata nella sua integrità, portando i segni di un usura che ne racconta la storia.