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<p>I bozzetti dedicati ad Oldani, per trent’anni segretario generale del Teatro alla Scala, raffigurano le scene per l’opera Turandot musicata da Ferruccio Busoni: “Durante l’ouverture”, “Veduta di Pechino atto I scena I”, “Pechino atto I scena I”, “Atto I scena II gruppo imperiale”, “Atto I scena II coro dei mandarini Calaf Altoum”, “Prima versione per il siparietto della Turandot di Busoni Venezia e Pechino”, “Siparietto per la Turandot”, “Venezia che si trasforma in Pechino”, “Siparietto veneziano ove i comici della commedia dell’arte monteranno il teatrino cinese”, “Corte veneziana in cui i comici montano la scena cinese”, “Atto I quadro I Pechino. Il cortile veneziano entro cui è montata la scena cinese”, “Atto I scena I Veduta di Pechino”, “Scena degli enigmi”, “Scena degli enigmi atto I scena II”, “Ouverture, apertura sipario”, “La corte imperiale atto II scena II”, “Atto I scena II sala del trono”, “Atto I scena II il divano per le sedute imperiali”, “la corte cinese col sistema delle quinte”, “Atto I scena II Pechino corte imperiale”, “Atto I scena II veduta di Pechino”, “Sistema di quinte”, “Atto II scena II Corte dell’imperatore di Pechino”, “Calaf innanzi alla corte imperiale”, “Le maschere veneziane in gondola a Pechino”. Turandot di Ferruccio Busoni venne rappresentata la prima volta nel 1917 a Zurigo, sette anni prima di quella di Giacomo Puccini. E’ una fiaba in due atti, tratta da Carlo Gozzi, su libretto in tedesco di Busoni. Fabrizio Clerici fu pittore, scenografo e costumista. Artista eclettico, fu maestro del fantastico e del meraviglioso. Collaborò intensamente con il Teatro alla Scala all’inizio degli anni ’60.</p>