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- A. Mazza, Fra Cosmo da Castelfranco pittore itinerante tra conventi cappuccini e corti padane (1608-1611), in Paolo Piazza. Pittore cappuccino nell'età della Controriforma tra conventi e corti d'Europa, a cura di S. Marinelli, A. Mazza, Banca Popolare di Verona e Novara 2002, pp. 124-125, 128 e 178. Il dipinto raffigura un gruppo di figure allegoriche accompagnate da strumenti e attributi riferibili alle attività meccaniche e alle arti liberali. Il soggetto si inserisce nella tradizione della rappresentazione allegorica delle diverse forme del sapere e dell'operosità umana, attraverso un repertorio di personificazioni e oggetti simbolici.L'opera è riconducibile alla produzione di Sante Creara, pittore veronese attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. La sua formazione e la sua attività si collocano nel vivace ambiente artistico veronese, caratterizzato in questi anni dalla persistenza della tradizione cinquecentesca e dal progressivo affermarsi di nuovi orientamenti seicenteschi.La composizione evidenzia una concezione decorativa e narrativa propria della cultura figurativa veronese dell'epoca, nella quale le figure sono definite attraverso atteggiamenti, attributi e strumenti che ne precisano la funzione allegorica. Particolarmente significativa è la presenza degli oggetti legati alle attività manuali e intellettuali, che conferisce alla rappresentazione un carattere enciclopedico e celebrativo.