L'opera, attribuita a un autore ignoto, raffigura Santa Cecilia in olio su tela, con dimensioni di cm 64,5 x 79,5. Datata probabilmente al periodo del Tardo Rinascimento, l'opera si distingue per la sua legata provenienza, risalente alla collezione del cardinale Paolo Emilio Sfondrati, custodita a Palazzo Capodiferro a Roma, come testimoniato nell'inventario post-mortem del 1618.
Questa realizzazione è considerata una rara e fedele trasposizione in pittura della scultura del Maderno, commissionata nel 1600 per l'altare maggiore della chiesa di Santa Cecilia in Trastevere. La scelta iconografica è esemplificativa del culto della martire cristiana, tanto da far emergere l'importanza della Santa durante il periodo barocco. L'opera si distingue per il suo realismo espressivo e l'eleganza delle linee, che trasmettono un profondo senso di spiritualità.
Il dipinto presenta vere e proprie cadute di colore e alterazioni nei ritocchi, particolarmente evidenti vicino al bordo sinistro. È stato rintelato per garantire una sua stabilità. L'analisi agli UV evidenzia un spesso strato di vernice che riflette una luminosità verde, ostacolando la visione degli strati pittorici sottostanti. Benchè non siano stati documentati ritocchi significativi, un'attenta conservazione è consigliata per preservarne l'integrità.
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Provenienza
<div>Probabilmente collezione del cardinale Paolo Emilio Sfondrati, Palazzo Capodiferro, Roma, citato nell’inventario post-mortem del 19 febbraio 1618: "f.158 Un quadro per lungo di S.ta Cecilia a giacere con cornice di noce" (cfr. Getty Provenance Index, Archival Inventory I -2269, Item 0006).</div>