Salvo, pseudonimo di Salvatore Mangione, presenta un'opera datata 1982, realizzata in olio su tavola con dimensioni di cm 15,5x19. L'opera è firmata e datata sul retro, con autenticazione registrata presso l’Archivio Salvo, a cura di Cristina Tuarivoli e Norma Mangione.
Il soggetto rappresenta un paesaggio caratterizzato da forme semplificate e tinte innaturali, evocando un'atmosfera di sogno e irrealtà. L'artista, attivo nel panorama dell'arte contemporanea a partire dal suo ritorno alla pittura nel 1973, riflette influenze del clima metafisico di De Chirico e Carrà, pur sviluppando un linguaggio visivo distintivo.
La composizione è arricchita da elementi tratti dalla tradizione, come gli alberi d’ispirazione giottesca, presentando un'evidente evoluzione stilistica. L'opera è in ottimo stato di conservazione, assoggettata al diritto di seguito, rappresentando un significativo esempio della ricerca artistica di Salvo.