Edizione del 1541 di Rutilio Tauro Emiliano Palladio, intitolata 'De re rustica libri XIIII', pubblicata a Lione da Sébastien Gryphius. Questo volume in ottavo è contraddistinto da una marca tipografica al frontespizio e in fine, nonché da capilettera xilografici. Presenta aloni di umidità e lievi difetti marginali, risultando anche un po' corto al margine superiore.
La legatura, risalente al XVII secolo, è in piena pergamena con dorso liscio, su cui sono manoscritti autore e titolo, accompagnati da un tassello cartaceo. La dissertazione è celebre per l'organizzazione del lavoro nei campi in una sorta di calendario rurale, come attestato in studi bibliografici.
Questa opera ha segnato un'importante acquisizione nel panorama agronomico del tempo. Essa è accompagnata da un'altra opera di Domenico Maria Manni, 'Nuova proposizione per trarre dall'agricoltura un maggior frutto', pubblicata nel 1775 a Firenze. Quest'ultima è arricchita da un fregio xilografico al frontespizio e presenta diverse caratteristiche di interesse tipografico.