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M. Ciampolini, Pittori senesi del Seicento, Siena 2010, I, p. 273, tav. 158. Da tempo noto agli studi, il dipinto costituisce una versione ulteriore di un tema più volte affrontato dall’artista senese, e innanzi tutto nell’esemplare della Galleria Palatina, databile verso il 1620, che differisce dalla nostra composizione per le figure degli angeli. Più vicina, e anzi quasi sovrapponibile alla nostra è invece la tela ora nella chiesa di Saint-Eustache a Parigi, che Alessandro Bagnoli ritiene databile verso la fine del terzo decennio, anche per confronto con un’incisione datata del 1627.