Il presente esemplare, edito a Firenze da Bernardo Giunti nel 1550, rappresenta un'importante opera storica di Rufio Festo, un uomo consolare. Il volume è in formato ottavo e presenta iniziali e fregi xilografici, con la marca tipografica impressa sia sul frontespizio che in coda, accompagnata da un colophon a c. F8v.
Degna di nota è la pagina 45, erroneamente numerata come 44, che evidenzia l'accuratezza tipografica dell'epoca. La legatura in cartonato mostra il titolo manoscritto in inchiostro bruno sul dorso, conferendo unicità al volume. Presenta leggere arrossature e segni d'inchiostro bruno, manifestando il naturale invecchiamento della carta.
L'opera si inserisce in un contesto culturale di grande importanza e trasmette un valore sia storico che bibliografico di notevole rilevanza.