Giovanni Rosini presenta in questo compendio fondamentale un'analisi dettagliata dell'antichità romana, titolato Antiquitatum Romanarum corpus absolutissimum, pubblicato nel 1701 a Utrecht attraverso la stamperia di van de Water. L'opera, di formato in quarto (250 x 195 mm), è composta da [16], 792, [2], 815-956, [30] pagine. Essa è arricchita da un'antiporta allegorica e da otto tavole incise in rame, tra cui una ripiegata raffigurante la Roma antica.
All'interno del trattato, trovano posto anche gli studi di Paolo Manuzio e Andreas Schott, arricchiti da tavole che illustrano scene significative della vita e del costume romano, tra cui combattimenti, funerali e banchetti. La legatura, coeva e in vitello spugnato, presenta un dorso a cinque nervi con titolo e decorazione dorata sui compartimenti, sebbene le sguardie siano state rifatte.
Da notare la presenza di timbri di possesso di Eduard Caspar Jacob von Siebold. L'opera mostra lievi bruniture e pochi piccoli difetti, ed è priva dell'ultima carta bianca.
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Pandolfini
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