L'oggetto in esame è un'importante opera di Roberto Bellarmino, titolata 'De Arte bene moriendi, Libro duo', pubblicata nel 1623 presso l'Officina Plantiniana di Anversa. Le dimensioni dell'opera sono 18,5 x 12 cm.
Questa opera rappresenta una delle più significative riflessioni teologiche e filosofiche del periodo, offrendo una nuova concezione della morte che emerge nel XVII secolo, spostando l'attenzione dal momento del decesso alla vita come un continuum, in cui la morte si integra in un ciclo di esistenza più ampio. Bellarmino, noto teologo gesuita, ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del pensiero cattolico e, in questo testo, si possono riscontrare le sue posizioni sui temi della spiritualità e della preparazione alla morte.
Il volume presenta una legatura coeva in piena pergamena a sette nervi, con titolo manoscritto al dorso. I tagli sono rubricati, evidenziando l'attenzione per i dettagli tipografici e una cura nella produzione che rispecchia l'importanza del testo nell'ambito della letteratura religiosa. L'opera versa in buone condizioni generali, segnalando l'alta qualità della legatoria del periodo.