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Roberto Baldazzini - Trans-Est

1994

Matita, china e retino su cartoncino, 50 x 58 cm

Stima500 € / 1000 €
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Roberto Baldazzini, “Trans-Est” (1994). Tavola originale realizzata con tecnica a matita, china e retino su cartoncino, nelle dimensioni di 50 × 58 cm. L’opera si colloca nel contesto delle elaborazioni grafiche dell’autore e reca la datazione indicata. La realizzazione risulta orientata alla costruzione del segno, con l’impiego combinato di linee tracciate a china e campiture ottenute mediante retino, affiancate da interventi a matita per specifiche definizioni formali.

Dal punto di vista stilistico, la composizione si fonda su un tratto netto e su una gestione rigorosa dello spazio, secondo un impianto grafico che privilegia la leggibilità delle forme. La presenza del retino contribuisce a modulare i valori e a delineare gli elementi figurativi, mantenendo un carattere essenziale e controllato della resa. La linea assume un ruolo strutturante nella definizione dei volumi e dei contorni, orchestrando l’equilibrio tra organizzazione geometrica e suggestione iconografica.

Per quanto concerne le indicazioni autografe, l’opera risulta firmata. Non sono riportate ulteriori informazioni su timbri o provenienza nel set di dati fornito. Stato di conservazione: venduto. L’esemplare è presentato su supporto cartaceo (cartoncino), con applicazione dei diversi mezzi grafici come sopra specificato.

Generato con Artness AI

Bibliografia

L'opera di Roberto Baldazzini rappresenta uno dei casi più significativi di elaborazione dell'immaginario erotico nel fumetto italiano contemporaneo. Il suo segno netto, uniforme e privo di tratteggi si rifà alla tradizione della ligne claire francese, conferendo alle tavole una leggibilità esemplare e, al tempo stesso, una forte carica di astrazione. L'erotismo non nasce quindi da effetti chiaroscurali o da una resa pittorica della carne, bensì dalla precisione del disegno, dall'equilibrio delle proporzioni e dalla calibrata organizzazione dello spazio. La linea diventa così il principale strumento di costruzione del desiderio, trasformando il corpo in un'immagine idealizzata, sospesa tra naturalismo e stilizzazione. L'erotismo di Baldazzini non si fonda sull'esplicitezza dell'atto sessuale, quanto sulla costruzione di un universo iconografico fortemente codificato, alimentato da riferimenti alla cultura fetish, al pin-up americano, alla moda, alla fotografia. Latex, corsetti, lingerie, guanti, tacchi e accessori bondage non assumono una funzione trasgressiva in senso stretto, ma diventano elementi di un lessico visivo sofisticato, attraverso il quale il desiderio viene tradotto in forma grafica. La linea chiara di Baldazzini assume anche un valore concettuale. Tradizionalmente associata alla chiarezza narrativa e alla leggibilità del fumetto franco-belga, essa viene impiegata per rappresentare un immaginario erotico complesso e stratificato, generando un interessante contrasto tra la limpidezza del segno e l'ambiguità dei contenuti. Il risultato è una tensione continua tra ordine visivo e trasgressione iconografica: la precisione del tratto disciplina il desiderio anziché esasperarlo, trasformando l'erotismo in una costruzione estetica fondata sul controllo della forma.

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