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Roberto Baldazzini - Sweet Jayne Mansfield (1933-1967) (matita e china su cartoncino)

2021

Matita e china su cartoncino, 33 x 48 cm

Stima450 € / 900 €
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Roberto Baldazzini, “Sweet Jayne Mansfield (1933-1967)”. Disegno realizzato nel 2021 con tecnica mista a matita e china su cartoncino, formato verticale. Le dimensioni rilevate sono 33 × 48 cm. L’opera è concepita come splash page originale, destinata all’edizione del fumetto indicata come riferimento bibliografico nel lotto (Glenat, 2021, pag. 33). La presenza della firma dell’autore è segnalata tra le caratteristiche specifiche.

Sul piano stilistico, la composizione si inserisce nell’universo grafico dell’artista caratterizzato da un segno netto e uniforme, privo di tratteggi, con impostazione riconducibile alla “ligne claire”. L’organizzazione dello spazio e l’equilibrio delle proporzioni risultano determinanti nella resa dell’immaginario evocato dal titolo, trasformando il soggetto in un’immagine idealizzata mediante la costruzione rigorosa delle forme. Il lessico visivo è orientato alla definizione del corpo e degli elementi accessori attraverso contorni controllati e modulazioni affidate principalmente alla linea. La definizione formale consente un effetto di leggibilità accentuata, mantenendo al contempo una tensione tra ordine grafico e contenuto iconografico.

Per quanto concerne lo stato di conservazione, il lotto risulta “INVENDUTO”. Ulteriori dettagli tecnici, quali condizioni della superficie, eventuali interventi o specifiche relative a firma e collocazione, non sono ulteriormente dettagliati nei dati disponibili.

Generato con Artness AI

Bibliografia

L'opera di Roberto Baldazzini rappresenta uno dei casi più significativi di elaborazione dell'immaginario erotico nel fumetto italiano contemporaneo. Il suo segno netto, uniforme e privo di tratteggi si rifà alla tradizione della ligne claire francese, conferendo alle tavole una leggibilità esemplare e, al tempo stesso, una forte carica di astrazione. L'erotismo non nasce quindi da effetti chiaroscurali o da una resa pittorica della carne, bensì dalla precisione del disegno, dall'equilibrio delle proporzioni e dalla calibrata organizzazione dello spazio. La linea diventa così il principale strumento di costruzione del desiderio, trasformando il corpo in un'immagine idealizzata, sospesa tra naturalismo e stilizzazione. L'erotismo di Baldazzini non si fonda sull'esplicitezza dell'atto sessuale, quanto sulla costruzione di un universo iconografico fortemente codificato, alimentato da riferimenti alla cultura fetish, al pin-up americano, alla moda, alla fotografia. Latex, corsetti, lingerie, guanti, tacchi e accessori bondage non assumono una funzione trasgressiva in senso stretto, ma diventano elementi di un lessico visivo sofisticato, attraverso il quale il desiderio viene tradotto in forma grafica. La linea chiara di Baldazzini assume anche un valore concettuale. Tradizionalmente associata alla chiarezza narrativa e alla leggibilità del fumetto franco-belga, essa viene impiegata per rappresentare un immaginario erotico complesso e stratificato, generando un interessante contrasto tra la limpidezza del segno e l'ambiguità dei contenuti. Il risultato è una tensione continua tra ordine visivo e trasgressione iconografica: la precisione del tratto disciplina il desiderio anziché esasperarlo, trasformando l'erotismo in una costruzione estetica fondata sul controllo della forma.

Finarte
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