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Roberto Baldazzini - La Fortezza del Dolore (matita e china su cartoncino)

1998

Matita e china su cartoncino, 28,5 x 40,5 cm

Stima400 € / 800 €
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Roberto Baldazzini, La Fortezza del Dolore, illustrazione originale realizzata nel 1998. L’opera è eseguita con tecnica mista a matita e china su cartoncino, con dimensioni di 28,5 x 40,5 cm. Il lavoro risulta firmato, come indicato nelle informazioni di lotto, e si inserisce nella produzione grafica dell’autore per la quale viene riportata la datazione al 1998.

L’impostazione grafica si fonda sull’uso della linea e sulla resa controllata dei profili, tipici del linguaggio dell’autore, con impiego della china per definire contorni e strutture e della matita per eventuali passaggi preparatori o varianti. La composizione, come specificato dall’etichetta di lotto, presenta contenuto esplicito. La presenza della matrice iconografica all’interno di un supporto cartaceo evidenzia la natura di opera su carta, destinata alla fruizione ravvicinata per l’osservazione del tratto.

Sul piano conservativo, lo stato indicato per il lotto è “VENDUTO”. Non risultano ulteriori note tecniche nel materiale fornito riguardanti condizioni specifiche, eventuali timbri, impaginazioni o dettagli di provenienza. Eventuali informazioni aggiuntive su leggibilità della firma o sullo stato di conservazione puntuale non sono presenti nei dati disponibili.

Generato con Artness AI

Bibliografia

L'opera di Roberto Baldazzini rappresenta uno dei casi più significativi di elaborazione dell'immaginario erotico nel fumetto italiano contemporaneo. Il suo segno netto, uniforme e privo di tratteggi si rifà alla tradizione della ligne claire francese, conferendo alle tavole una leggibilità esemplare e, al tempo stesso, una forte carica di astrazione. L'erotismo non nasce quindi da effetti chiaroscurali o da una resa pittorica della carne, bensì dalla precisione del disegno, dall'equilibrio delle proporzioni e dalla calibrata organizzazione dello spazio. La linea diventa così il principale strumento di costruzione del desiderio, trasformando il corpo in un'immagine idealizzata, sospesa tra naturalismo e stilizzazione. L'erotismo di Baldazzini non si fonda sull'esplicitezza dell'atto sessuale, quanto sulla costruzione di un universo iconografico fortemente codificato, alimentato da riferimenti alla cultura fetish, al pin-up americano, alla moda, alla fotografia. Latex, corsetti, lingerie, guanti, tacchi e accessori bondage non assumono una funzione trasgressiva in senso stretto, ma diventano elementi di un lessico visivo sofisticato, attraverso il quale il desiderio viene tradotto in forma grafica. La linea chiara di Baldazzini assume anche un valore concettuale. Tradizionalmente associata alla chiarezza narrativa e alla leggibilità del fumetto franco-belga, essa viene impiegata per rappresentare un immaginario erotico complesso e stratificato, generando un interessante contrasto tra la limpidezza del segno e l'ambiguità dei contenuti. Il risultato è una tensione continua tra ordine visivo e trasgressione iconografica: la precisione del tratto disciplina il desiderio anziché esasperarlo, trasformando l'erotismo in una costruzione estetica fondata sul controllo della forma.

Finarte
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