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Roberto Baldazzini - La danza di Beba

2004

Matita e china su cartoncino, 245 x 48 cm

Stima1000 € / 2000 €
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Roberto Baldazzini, La danza di Beba, illustrazione originale realizzata nel 2004. L’opera è eseguita con tecnica mista a matita e china su cartoncino. Le dimensioni complessive misurano 245 x 48 cm, configurando un formato verticale di grande impatto. La composizione risulta articolata su quindici pannelli, secondo una concezione a segmentazione orizzontale/seriale che scandisce la lettura dell’immagine. È indicata come opera in omaggio alla figura di “Beba”, titolo che identifica l’impianto iconografico complessivo.

Dal punto di vista stilistico, il disegno si affida al segno e alla costruzione grafica: la resa è definita da linee nette e dall’organizzazione dello spazio, con un impianto coerente con il linguaggio dell’autore. La presenza della tecnica a china contribuisce a una maggiore definizione dei contorni e delle partizioni, mentre la matita supporta la progettazione e l’impostazione delle forme. La presenza di più pannelli enfatizza il ritmo interno della scena, mantenendo la continuità visiva tra le sezioni.

L’opera risulta firmata. Per quanto riguarda lo stato di conservazione, il lotto è indicato come “INVENDUTO”. Ulteriori note tecniche relative a difetti, restauri, interventi o documentazione di provenienza non sono fornite nei dati disponibili.

Generato con Artness AI

Bibliografia

L'opera di Roberto Baldazzini rappresenta uno dei casi più significativi di elaborazione dell'immaginario erotico nel fumetto italiano contemporaneo. Il suo segno netto, uniforme e privo di tratteggi si rifà alla tradizione della ligne claire francese, conferendo alle tavole una leggibilità esemplare e, al tempo stesso, una forte carica di astrazione. L'erotismo non nasce quindi da effetti chiaroscurali o da una resa pittorica della carne, bensì dalla precisione del disegno, dall'equilibrio delle proporzioni e dalla calibrata organizzazione dello spazio. La linea diventa così il principale strumento di costruzione del desiderio, trasformando il corpo in un'immagine idealizzata, sospesa tra naturalismo e stilizzazione. L'erotismo di Baldazzini non si fonda sull'esplicitezza dell'atto sessuale, quanto sulla costruzione di un universo iconografico fortemente codificato, alimentato da riferimenti alla cultura fetish, al pin-up americano, alla moda, alla fotografia. Latex, corsetti, lingerie, guanti, tacchi e accessori bondage non assumono una funzione trasgressiva in senso stretto, ma diventano elementi di un lessico visivo sofisticato, attraverso il quale il desiderio viene tradotto in forma grafica. La linea chiara di Baldazzini assume anche un valore concettuale. Tradizionalmente associata alla chiarezza narrativa e alla leggibilità del fumetto franco-belga, essa viene impiegata per rappresentare un immaginario erotico complesso e stratificato, generando un interessante contrasto tra la limpidezza del segno e l'ambiguità dei contenuti. Il risultato è una tensione continua tra ordine visivo e trasgressione iconografica: la precisione del tratto disciplina il desiderio anziché esasperarlo, trasformando l'erotismo in una costruzione estetica fondata sul controllo della forma.

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