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Roberto Baldazzini - Beba: Le 110 pompe (matita e china su cartoncino)

2010

Matita e china su cartoncino, 25 x 35 cm

Stima350 € / 700 €
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Attribuita a Roberto Baldazzini, “Beba: Le 110 pompe”. Illustrazione originale realizzata con tecnica mista grafica di matita e china su cartoncino, datata 2010. Le dimensioni dell’opera sono 25 × 35 cm. L’impianto del soggetto, riferito a “Beba: Le 110 pipes”, è connesso alla quarta di copertina della ristampa francese indicata nei dati di lotto. L’opera risulta firmata dall’autore.

Dal punto di vista stilistico, la resa si basa su un segno netto e uniforme, privo di tratteggio evidente, che struttura l’immagine attraverso contorni e organizzazione dello spazio. La linea assume un ruolo determinante nella definizione dei volumi e nella costruzione dell’iconografia, secondo un’impostazione riconducibile ai criteri di leggibilità e alla stilizzazione dell’immaginario. La composizione si articola come elaborazione grafica dell’universo tematico associato al fumetto contemporaneo, con impiego di elementi e riferimenti propri del lessico figurativo descritti nelle informazioni bibliografiche allegate.

Per quanto concerne lo stato di conservazione, nei dati di lotto è indicata la condizione “VENDUTO”. Non risultano ulteriori indicazioni specifiche su interventi conservativi, timbri o caratteristiche ulteriori oltre alla firma.

Generato con Artness AI

Bibliografia

L'opera di Roberto Baldazzini rappresenta uno dei casi più significativi di elaborazione dell'immaginario erotico nel fumetto italiano contemporaneo. Il suo segno netto, uniforme e privo di tratteggi si rifà alla tradizione della ligne claire francese, conferendo alle tavole una leggibilità esemplare e, al tempo stesso, una forte carica di astrazione. L'erotismo non nasce quindi da effetti chiaroscurali o da una resa pittorica della carne, bensì dalla precisione del disegno, dall'equilibrio delle proporzioni e dalla calibrata organizzazione dello spazio. La linea diventa così il principale strumento di costruzione del desiderio, trasformando il corpo in un'immagine idealizzata, sospesa tra naturalismo e stilizzazione. L'erotismo di Baldazzini non si fonda sull'esplicitezza dell'atto sessuale, quanto sulla costruzione di un universo iconografico fortemente codificato, alimentato da riferimenti alla cultura fetish, al pin-up americano, alla moda, alla fotografia. Latex, corsetti, lingerie, guanti, tacchi e accessori bondage non assumono una funzione trasgressiva in senso stretto, ma diventano elementi di un lessico visivo sofisticato, attraverso il quale il desiderio viene tradotto in forma grafica. La linea chiara di Baldazzini assume anche un valore concettuale. Tradizionalmente associata alla chiarezza narrativa e alla leggibilità del fumetto franco-belga, essa viene impiegata per rappresentare un immaginario erotico complesso e stratificato, generando un interessante contrasto tra la limpidezza del segno e l'ambiguità dei contenuti. Il risultato è una tensione continua tra ordine visivo e trasgressione iconografica: la precisione del tratto disciplina il desiderio anziché esasperarlo, trasformando l'erotismo in una costruzione estetica fondata sul controllo della forma.

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