Il Dipinto È Accompagnato dalle Expertises della Prof.ssa Francesca Baldassari e del Prof. Sandro Bellesi.il Prof. Bellesi Pubblicherà la Tela Come Autografo di Cesare Dandini nel Suo Volume di Aggiornamento del Catalogo del Pittore in Corso di Stampa.tra i Maggiori Protagonisti della Pittura Fiorentina del Seicento, Cesare Dandini Fu Allievo Prima di Francesco Curradi, Poi di Cristofano Allori e Infine di Domenico Cresti Detto il Passignano. il Dipinto che Qui Si Presenta Si Inserisce nella Sua Più Tipica Produzione di Raffinate Mezze Figure Allegoriche o Moralizzanti, Spesso Trasposte in Forma di Ritratti Giovanili dal Tono Ambiguo e Talora Apertamente Sensuale, nelle Quali Si Può Riscontrare una Lata Influenza dalla Pittura Caravaggesca e una Più Stretta Suggestione dalla Corrente “libertina” di Francesco Furini.il Prototipo Più Prossimo a Questa Figura È il Ritratto di Giovane con Giubbotto e Berretto a Tagliere, Conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, Che, Stando a Baldinucci, Rappresenterebbe Bartolomeo Landini, Musico Presso la Corte Granducale. Altri Confronti Pertinenti Si Possono Stabilire con il Cosiddetto Ritratto di Checca Costa nella Collezione Etro a Milano: Entrambi i Dipinti Condividono L’impostazione Intima e la Morbida Idealizzazione delle Figure, Elementi che Riflettono il Più Sofisticato Gusto Collezionistico Fiorentino della Metà del Seicento. Francesca Baldassari Ritiene che per le Sue Qualità Formali, L’eleganza Compositiva e L’intensa Caratterizzazione Espressiva, la Tela Possa Essere Collocata Attorno alla Metà del Quarto Decennio del XVII Secolo.