Libri, Autografi e Manoscritti
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11 mar 2025 - 13 mar 2025
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Relatione dello Stato del Gran Duca di Toscana Fatta dallo Straordinario Imbasciator Veneto [...].

Base Asta200 €
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Manoscritto Cartaceo a Inchiostro Bruno. Pagine 70 Scritte, Cui Seguono 12 Bianche. Testo in Italiano. Titolo Completo del Manoscritto: Relatione dello Stato del Granduca di Toscana Fatta dallo Straordinario Imbasciatore Veneto Eletto per Congratulazione Dell’assuntione di S.a.s. Gran Duca Ferdinando II di Toscana Nell’anno 1671. al Frontespizio, Timbro a Inchiostro della Famiglia Strozzi, con il Motto Expecto. Legatura in Pelle con Segni del Tempo, Dorso con Difetti. Dimensioni 145x205 MM.

Bibliografia

<p>L&rsquo;ambasciatore scrive di voler <em>[&hellip;] dar conto di tutto quello che nella legatione di Firenze ho praticato, et inteso degno di sua saputa [&hellip;] Per parlar dunque con qualche ordine delle cose di questo Principe, degno di ogni saputa, dir&ograve; dunque della qualit&agrave; dello Stato; degli habitanti; la somma del danaro, che hoggi &egrave; il nervo, et ornamento della pace [&hellip;].</em> La relazione inizia con la descrizione della Toscana, definita ombellico d&rsquo;Italia e dei suoi confini; segue l&rsquo;elenco di tutte le citt&agrave; importanti, in particolare Firenze, Pisa e Siena. Un capitolo &egrave; dedicato alle Rendite: <em>Tutti gli stati di questo gran Principe, per ordinario, che rendono hoggi un milione, et otto cento milia, e pi&ugrave; Ducati di entrata. Le entrate principali derivano dalla macina, dalla carne, dal sale, dalla tassazione dei contratti ecc. Altri introiti derivano dalla zecca, dalle pene pecuniarie de&rsquo;rei, dalla rendita delle meretrici, del loro guadagno, dall&rsquo;utile degli Ebrei che habitano nello stato, dalle miniere ecc.</em> Segue il capitolo delle Spese del Principe, <em>che &egrave; numerato fra i pi&ugrave; ricchi d&rsquo;Italia, non tanto per grosse rendite, quanto per [&hellip;] lo sparagno, il quale se li porge dall&rsquo;occasione di una perpetua pace goduta per tant&rsquo;anni [&hellip;]. </em>Le spese principali derivano dai pres&igrave;di militari, ampiamente dettagliati; seguono le spese per <em>ricettare i Principi forestieri, per il Guarda robba per tutta la casa, per ornamenti e luoghi di ricreazione, le spese di caccia, di stalla, le elemosine, i leoni et altri animali, gli ambasciatori, le varie residenze, gli aiuti ai Monasteri, il maritar Dame, sottoDame e parenti, le spese segrete ecc. </em>Un capitolo si intitola <em>Delle Forze</em>, intese come milizie di terra e di mare: si sottolinea l&rsquo;importanza dei <em>Cavalieri di Santo Stefano</em>, ordine istituito da Cosimo primo. Il penultimo capitolo tratta <em>Del Governo</em>, che &egrave; il <em>maneggio delle cose di stato</em>, argomento sul quale il Principe <em>prende poco il consenso in ogni cosa da&rsquo; diversi secretarij.</em> L&rsquo;ultimo capitolo &egrave; intitolato <em>Dell&rsquo;Intelligenza </em>e tratta delle Corrispondenze che il Principe intrattiene <em>con gl&rsquo;altri Principi</em>, a partire dal <em>Comun Padre Pontefice</em>, con il qual<em>e, come hanno fatto i suoi antecessori, procura tener buona amicitia, per ragioni militari pi&ugrave; che religiose</em>. I corrispondenti elencati vanno dal <em>Christianissimo Re di Spagna, alla Casa d&rsquo;Austria, ai Principi di Germania, al Duca di Savoia, ai vari duchi degli stati italiani: Mantova, Urbino, Modena, Parma, Genova ecc.</em></p>

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