La sciabola da truppa di cavalleria leggera, modello 1829, presenta una lama leggermente curva, dotata di un filo e breve controfilo, che mostra segni di utilizzo e possibili tracce di combattimento. Al tallone si osservano resti di un punzone. La guardia bifilare in ferro è caratterizzata da un design funzionale, mentre la cappetta risulta lunga e liscia. L'impugnatura, realizzata in legno, è rivestita di cuoio antico ben conservato, sebbene con alcune piccole mancanze. Evidente è la spirale di trecciola in filo di ottone, che aggiunge un tocco di eleganza all'arma. Sono presenti resti di finitura, che testimoniano la sua antichità. Il fodero in ferro, dotato di due passanti, risulta privo delle campanelle. Questa sciabola viene citata nel volume di Calamandrei "Storia dell'Arma Bianca Italiana", ed. Olimpia 1999, a pagina 43.