Sciabola all’orientale da ufficiale, inquadrabile nel Regno di Sardegna e databile al 1830-1840. La lunghezza complessiva misura 94 cm. La lama è curva a un filo, con breve controfilo; presenta due scanalature in prossimità del dorso, il quale risulta sgusciato. L’arma è dotata di fornimento in ottone all’orientale, con elso a croce e pomo angolato. L’impugnatura ha forma anatomica ed è rivestita in corno, con riscontrate piccole mancanze. Il bilanciamento e la costruzione dell’insieme riflettono un’adozione tipologica “all’orientale”, con elementi in metallo e finiture di carattere tradizionale.
Il fodero è realizzato in cuoio, munito di fornimenti in ottone e dotato di due campanelle. Le parti metalliche mostrano una lavorazione coerente con l’impostazione dell’elso e del pomo; le scanalature sulla lama costituiscono un dettaglio tecnico riconoscibile. La documentazione specialistica indica la presenza di un esemplare affine in Cesare Calamandrei, “Storia dell’arma bianca italiana”, Firenze, 1999, p. 44. Per quanto attiene allo stato di conservazione, si segnalano mancanze sull’impugnatura; ulteriori condizioni e eventuali difetti non specificati non risultano descritti nei dati disponibili.