Opera di Raffaele Frianoro datata 1828, pubblicata in Italia a Pisa coi caratteri di F. Didot. Si presenta in formato 8°, con dimensioni di 150 x 105 mm. Il testo esplora la vita dei vagabondi, definiti da svariati nomi, tra cui Bianti e Pitocchi, analizzando ciascun appellativo attraverso capitoletti dedicati, nei quali l'autore narra l'origine dei nomi e racconta diverse storie legate a ciascun gruppo.
Particolarmente interessante è la sezione finale che si concentra sul parlare furbesco, arricchita da un vocabolario dettagliato di termini in lingua zerga. Il volume è unito a un altro testo intitolato 'Nuovo modo da intendere la lingua zerga cioè parlar furbesco', ristampato e organizzato per ordine alfabetico, coprendo le pagine da 73 a 120, con note riguardanti l'edizione di riferimento del 1619, pubblicata a Firenze alle Scalee di Badia.
Il libro si presenta in buone condizioni di conservazione. All'interno si possono trovare rilievi tipografici originali e informazioni critiche che possono costituire un utile strumento di studio per gli appassionati della lingua e della cultura populaire italiane.