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<p>Una lettera è inviata al direttore del Giornale d’Italia: “Il camerata Luigi Maino, si appresta a partire con una commissione italiana che, seguendo il periplo dell’Africa, si reca all’Angola, dove alcuni arditi industriali vogliono impiantare delle aziende coloniali. La spedizione ha tutto il favore di S. E. il Capo del Governo e il benestare del Partito. Io penso che Maino potrebbe rendere al suo giornale degli utili servizi […] (31 dicembre, Anno V) – “Piccola, vi ho atteso ieri sera inutilmente. Sono tornato al nido: bisogna che ci parliamo. Se puoi attendimi stasera fino alle 23. Ti voglio tanto bene […] (27 novembre s.a.) – “Piccola continuo a stare poco bene […] Passerà? E la sorellina come stà Nel partire da Roma ho visto Finzi la signora: abbiamo parlato un poco […]. Il discorso di Mussolini è stato grande: il lavoro si è ritrovato. Io penso che il nemico sarà punito […] (9 agosto 1924).</p>