![Autografi e Manoscritti, Futurismo, Libri del Novecento e Libri D'artista [parte I]](https://www.gonnelli.it/uploads/auctions/145-copertina_CATALOGO_46_1.jpg)

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<p>Romana Loda, gallerista e curatrice di mostre, è stata un personaggio chiave nella diffusione dell’arte delle donne in Italia negli anni Settanta promuovendo il lavoro di numerose artiste, sia mediante la sua galleria (la Multimedia di Erbusco di Brescia), sia attraverso esposizioni in spazi pubblici e privati, quali <em>Coazione a mostrare</em> (1974), <em>Magma </em>(1975; 1976; 1977), <em>Altra misura </em>(1976) e<em> Il volto sinistro dell’arte</em> (1977), alle quali presero parte alcune delle artiste più significative e affermate del panorama artistico europeo (Niki de Saint-Phalle, Gina Pane, Marina Abramovi?, Annette Messager, per citarne alcune), nonché le figure di spicco della neoavanguardia italiana del periodo, operanti in campi di ricerca assai diversi (dall’arte cinetico-programmata, all’area concettuale, dalla poesia verbovisiva alla performance) come Marina Apollonio, Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Renata Boero, Dadamaino, Giosetta Fioroni, Lucia Marcucci, Libera Mazzoleni, Verita Monselles, Grazia Varisco, Nanda Vigo e molte altre. Fino al 1974, in Italia, una mostra completamente al femminile era ancora un’eccezione, e la mostra di Romana Loda, <em>Coazione a mostrare</em> (Palazzo Comunale di Erbusco, 1975), con una spiccata vocazione internazionale, fu un evento di svolta dove la curatrice riuscì a riunire, non con poche difficoltà organizzative, artiste di età e ambiti espressivi diversi. Sarà, però, <em>Magma </em>(tenutasi tra il novembre e il dicembre del 1975 al Castello di Oldofredi di Iseo) una delle prime rassegne di arte al femminile realizzate in Italia a ottenere una certa risonanza, grazie al lavoro di promozione di Loda e alla massiccia presenza di artiste e autrici internazionali, come Suzy Lake, Valie Export, Suzanne Santoro, Annette Messager, Stephanie Oursler e molte altre. Nella mostra, vennero privilegiale le ricerche artistiche fondate sul corpo, luogo primario di disparità tra i sessi e terreno elettivo della lotta femminista. Il successo di <em>Magma </em>portò Loda a riproporla, con alcune varianti, prima alla Galleria Michaud di Firenze nel 1976, poi al Museo di Castelvecchio di Verona nel 1977. Col passare del tempo, però, Romana Loda iniziò a realizzare che il fenomeno delle mostre collettive femminili avesse iniziato ad assumere i caretteri tipici dell'età del consumo; decise, pertanto, di terminare la sua attività di curatrice di mostre collettive nel 1978, con <em>Il Volto sinistro dell’arte</em> alla galleria De Amicis di Firenze, che aveva al centro l’idea di irridere la consuetudine che riconduce il femminile alla sfera sinistra (simboleggiante l’intimità, la passività, il sentimento) e il maschile a quella destra (legata all’azione e alla razionalità), stereotipo che ha influenzato l’interpretazione critica del lavoro di molte artiste, e ne ha favorito la marginalità. La mostra chiude, quindi, un percorso fondalmentale per la formazione di una consapevolezza di genere nell’arte italiana che, dal 1974 al 1978, ha visto in Romana Loda una protagonista imprescindibile e preziosa.</p>